Per Filippo De Pisis (1896-1956) la striscia di spiaggia o il lembo di terra che, nelle sue composizioni, separano lo spettatore dall’universo marino, rappresentano una sorta di palcoscenico virtuale in cui avvengono le cose, le sue cose immaginate e vissute attraverso il filtro della fantasia. E il Cadore, la sua Cortina sono il frutto di una memoria che asciuga, ripulisce, semplifica, per lasciarci un messaggio nitido, essenziale, al solo fine di suscitare emozioni all’autore e allo spettatore.
De Pisis,Filippo (1896-1956)
Luigi Filippo Tibertelli nasce in una nobile famiglia ferrarese; educato da precettori insieme ai suoi fratelli, si laurea a Bologna in Lettere, ma sin da bambino studia il disegno e la pittura. Ancora giovanissimo inizia a pubblicare le sue ricerche erudite assumendo lo pseudonimo Filippo De Pisis. Chiamato a Venezia per la visita militare, viene riformato per nevrastenia. Studioso di Giacomo Leopardi e Giovanni Pascoli, si avvicina alle culture d’avanguardia negli anni successivi al 1916,quando incontra a Ferrara Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, fondatori insieme a Carrà della Metafisica; il dipinto Paesaggio, del 1917, testimonia la vicinanza di De Pisis al clima metafisico ferrarese .Pur continuando a dipingere, fino al 1923 prevale l’attività di letterato e di docente. Nel 1925 si trasferisce a Parigi dedicandosi soprattutto alla pittura; raggiunge dunque la maturità stilistica in un linguaggio carico di suggestioni simboliche, letterarie e metafisiche ritraendo soprattutto paesaggi, nature morte, interni, ritratti (Fiori, 1927; Ritratto, 1935;Fiori di campo, 1953; Ponte di Rialto, 1947). Il suo stile è rimasto coerente in tutta la lunga carriera: sebbene consapevole delle correnti moderne De Pisis le guarda con garbata ironia. La sua carriera è contrassegnata dalla partecipazione a mostre internazionali, dalla pubblicazione di articoli giornalistici e da raccolte di scritti anche autobiografici. Dopo avere vissuto tra Parigi, Londra e Milano, nel 1943si trasferisce a Venezia, città che canta non solo nei dipinti, ma anche in prosa e in poesia.
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Venerdì
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Intero
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Ridotto
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